40 DOMANDE PER ORIENTARSI
Le domande che tutti fanno quando iniziano a leggere i mercati
Risposte brevi, senza gergo inutile, con collegamenti ai concetti del glossario per approfondire solo quando serve. I contenuti hanno finalità informative e non costituiscono raccomandazioni personalizzate.
1. Che cos’è davvero un’azione?
Un’azione è una quota del capitale di una società. Comprandola diventi azionista e partecipi, in proporzione, al valore economico dell’impresa. Il prezzo può salire o scendere e alcune società distribuiscono dividendi. Approfondisci nel glossario.
2. Che differenza c’è tra ETF e fondo comune?
Entrambi raccolgono denaro per investirlo in più strumenti. Un ETF è normalmente negoziato in Borsa durante la giornata come un’azione e spesso replica un indice. Un fondo comune tradizionale può avere modalità di acquisto e valorizzazione diverse. Costi, strategia e rischio vanno sempre verificati.
3. Perché i BTP possono scendere quando salgono i tassi?
Quando i nuovi titoli offrono rendimenti più alti, un’obbligazione già emessa con cedola più bassa diventa relativamente meno interessante. Per compensare, il suo prezzo di mercato tende a scendere. L’effetto è generalmente più forte sui titoli con maggiore sensibilità ai tassi, spesso associata a una duration più elevata.
4. “Spread” significa sempre BTP-Bund?
No. Spread significa semplicemente differenza. Nei titoli di Stato italiani indica spesso la differenza di rendimento tra BTP e Bund tedeschi. Nel trading può invece indicare la differenza tra prezzo denaro (bid) e lettera (ask).
5. Che cosa significa “rendimento”?
È il risultato economico di un investimento rispetto al capitale impiegato. Può derivare da variazioni di prezzo, dividendi, cedole o altri flussi. Per confrontare due rendimenti bisogna considerare anche durata, costi, tasse e rischio.
6. Interesse e rendimento sono la stessa cosa?
Non sempre. L’interesse è un flusso specifico, per esempio la cedola di un’obbligazione. Il rendimento considera invece l’intero risultato dell’investimento, compresi prezzo di acquisto, prezzo di vendita o rimborso, costi e altri flussi.
7. Che cos’è la volatilità?
Misura quanto e quanto rapidamente un prezzo tende a oscillare. Più è alta, più ampi possono essere i movimenti nel breve periodo. Volatilità e rischio sono collegati, ma non sono sinonimi.
8. Rischio e volatilità sono la stessa cosa?
No. La volatilità misura le oscillazioni del prezzo. Il rischio è un concetto più ampio e può comprendere perdita permanente di capitale, rischio emittente, rischio di liquidità, rischio di cambio, leva e molti altri fattori.
9. A cosa serve la diversificazione?
Serve a ridurre la dipendenza da un singolo titolo, settore, Paese o tipo di rischio. Non elimina le perdite e non garantisce risultati positivi, ma può rendere il portafoglio meno dipendente da un solo evento.
10. Che cosa significa usare la leva?
Significa ottenere un’esposizione superiore al capitale effettivamente impiegato. La leva amplifica sia i guadagni sia le perdite. Per questo richiede particolare attenzione e non va confusa con un modo per “moltiplicare” il rendimento senza aumentare il rischio.
11. Che cos’è il margine?
È il capitale richiesto per aprire o mantenere una posizione con leva. Se le perdite riducono troppo il capitale disponibile, la piattaforma può richiedere altri fondi o chiudere posizioni secondo le proprie regole.
12. Che cos’è un CFD?
Un CFD è un contratto derivato che replica la variazione di prezzo di un sottostante. Non implica necessariamente il possesso diretto dell’asset e può includere leva, vendita short, spread e costi overnight. È uno strumento complesso e rischioso.
13. Che cosa significa essere long o short?
Essere long significa assumere una posizione che beneficia in genere di un rialzo del prezzo. Essere short significa cercare di beneficiare di un ribasso. Le modalità concrete e i rischi dipendono dallo strumento usato.
14. Lo stop loss garantisce il prezzo di uscita?
Non necessariamente. Uno stop loss punta a chiudere una posizione quando viene raggiunto un certo livello, ma in presenza di gap o movimenti molto rapidi l’esecuzione può avvenire a un prezzo peggiore di quello impostato.
15. Un dividendo alto significa automaticamente buon investimento?
No. Un dividend yield elevato può derivare da un dividendo generoso, ma anche da un forte calo del prezzo dell’azione. Inoltre il dividendo non è garantito: può essere ridotto o sospeso.
16. Che cos’è il TER di un ETF?
È un indicatore percentuale dei costi correnti del fondo. Riduce nel tempo il valore dell’investimento, ma non comprende necessariamente tutti i costi che l’investitore può sostenere, come spread e commissioni di negoziazione.
17. Che cosa significa che un titolo è “liquido”?
Significa che può essere comprato o venduto con relativa facilità senza modificare molto il prezzo. Una bassa liquidità può comportare spread più ampi e maggiore difficoltà di esecuzione.
18. Qual è la differenza tra ordine a mercato e ordine limite?
Dipende dall’obiettivo. L’ordine a mercato privilegia l’esecuzione rapida ma non garantisce il prezzo preciso. L’ordine limite offre più controllo sul prezzo ma può non essere eseguito.
19. Che cos’è un drawdown?
È la perdita da un precedente massimo a un minimo successivo. Se un portafoglio passa da 10.000 a 8.000 euro, il drawdown è del 20%. È utile per capire quanto può essere profonda una fase negativa.
20. Che cos’è il rischio cambio?
È il rischio che la variazione tra due valute influenzi il risultato dell’investimento. Per esempio, un asset in dollari può salire in USD ma generare un risultato diverso per un investitore che misura il proprio patrimonio in euro.
21. Che cos’è la capitalizzazione di mercato?
È il valore di mercato complessivo delle azioni di una società: prezzo per azione moltiplicato per il numero di azioni in circolazione. Serve soprattutto a confrontare le dimensioni relative delle società, non a stabilire da sola se un titolo sia conveniente. Vai alla definizione.
22. Che cosa indica l’EPS?
L’EPS indica l’utile attribuibile a ciascuna azione. È utile per leggere l’andamento degli utili per azione, ma può cambiare anche se cambia il numero di azioni in circolazione. Vai alla definizione.
23. Un P/E basso significa che un’azione è economica?
Non necessariamente. Il P/E confronta prezzo e utili, ma settori, crescita attesa, qualità degli utili e rischi possono giustificare valori molto diversi. Un multiplo basso può riflettere anche aspettative negative. Approfondisci il P/E.
24. EBITDA e utile netto sono la stessa cosa?
No. L’EBITDA osserva il risultato prima di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni; l’utile netto incorpora molte di queste componenti. Per questo due aziende con EBITDA simile possono avere utili e flussi di cassa molto diversi.
25. ETF ad accumulazione o a distribuzione: cosa cambia?
L’ETF ad accumulazione reinveste i proventi nel fondo; quello a distribuzione li paga periodicamente secondo la propria politica. La scelta cambia il modo in cui i flussi vengono gestiti, ma non rende automaticamente un prodotto migliore dell’altro.
26. Che differenza c’è tra replica fisica e sintetica?
La replica fisica usa i titoli del benchmark, integralmente o tramite campionamento; la replica sintetica usa derivati per ottenere la performance dell’indice. Entrambe possono essere efficienti, ma hanno strutture e rischi differenti da comprendere.
27. Cosa significa “currency hedged” in un ETF?
Significa che il fondo applica una strategia per ridurre l’impatto di una valuta rispetto a quella di riferimento. La copertura non è perfetta, ha costi e non elimina gli altri rischi dell’investimento.
28. Il prezzo di un ETF è sempre uguale al NAV?
Non esattamente. Il NAV esprime il valore netto del patrimonio del fondo, mentre il prezzo di Borsa nasce dagli scambi. I meccanismi di creazione e rimborso tendono a contenere gli scostamenti, ma differenze temporanee possono esistere.
29. Tracking error e tracking difference sono la stessa cosa?
No. La tracking difference misura lo scostamento di rendimento rispetto al benchmark in un periodo; il tracking error misura quanto questo scostamento varia nel tempo. Sono due modi diversi di valutare la qualità della replica.
30. Che cosa significa il rating di un’obbligazione?
È una valutazione del merito creditizio espressa da un’agenzia secondo la propria metodologia. Può aiutare a leggere il rischio di credito, ma non è una garanzia e può essere modificata.
31. Che cosa succede se un emittente va in default?
Significa che non rispetta uno o più obblighi finanziari previsti. L’effetto per l’investitore dipende dal titolo, dalle garanzie, dalla priorità dei creditori e dalle procedure applicabili; il recupero può essere parziale o nullo.
32. Che cos’è la curva dei rendimenti?
È una rappresentazione dei rendimenti di titoli comparabili con scadenze diverse. La sua forma contiene informazioni sulle condizioni finanziarie e sulle aspettative del mercato, ma non costituisce una previsione certa dell’economia.
33. Perché l’inflazione interessa chi investe?
Perché riduce il potere d’acquisto e può influenzare tassi, obbligazioni, costi aziendali e valutazioni. Un rendimento nominale positivo può tradursi in un rendimento reale molto più basso se l’inflazione è elevata.
34. Perché le decisioni della BCE muovono i mercati?
I tassi e le altre decisioni di politica monetaria influenzano costo del credito, rendimenti obbligazionari, valutazioni e cambio dell’euro. I mercati reagiscono però soprattutto alla differenza tra decisione effettiva e aspettative già incorporate nei prezzi.
35. Che cos’è il Forex?
È il mercato delle valute. I prezzi sono espressi in coppie, per esempio EUR/USD, e possono reagire a tassi, inflazione, dati economici, flussi finanziari e aspettative. Le operazioni con leva aumentano sensibilmente il rischio.
36. Che cos’è un future?
È un contratto derivato standardizzato legato a un sottostante e a una scadenza. Può essere usato per copertura o esposizione, ma richiede di comprendere margini, scadenze e possibili perdite.
37. Che cos’è un’opzione?
È un derivato che attribuisce all’acquirente un diritto a comprare o vendere a condizioni prestabilite. Il compratore paga normalmente un premio; per il venditore dell’opzione il profilo di rischio può essere molto diverso e anche elevato.
38. Che differenza c’è tra call e put?
Una call attribuisce il diritto di acquistare il sottostante alle condizioni previste; una put attribuisce il diritto di venderlo. Prezzo d’esercizio, scadenza e premio determinano buona parte del comportamento dell’opzione.
39. Un PAC elimina il rischio di entrare nel momento sbagliato?
Riduce la dipendenza da un singolo momento d’ingresso distribuendo gli acquisti nel tempo, ma non elimina il rischio di mercato. Se il valore degli strumenti scende, anche un PAC può registrare perdite.
40. Che cos’è il KID e perché va letto?
Il KID è un documento sintetico previsto per determinati prodotti destinati ai clienti al dettaglio. Riassume caratteristiche, rischi, scenari e costi in un formato standardizzato e aiuta a capire meglio il prodotto prima di valutarlo.