ENCICLOPEDIA DEI MERCATI

Il glossario finanziario di Mercati Chiari

Una guida in italiano con oltre 60 definizioni sui termini che incontri quando leggi di investimenti, Borsa, ETF, obbligazioni e trading. Definizioni semplici, esempi pratici e collegamenti tra i concetti.

Metodo: partiamo da concetti verificabili e fonti istituzionali o ufficiali. Le definizioni non sono raccomandazioni d’investimento. Per partire dai dubbi più comuni puoi consultare anche le 40 FAQ sui mercati.

Concetti fondamentali

Asset

Un asset è un bene o uno strumento che ha un valore economico. Nei mercati finanziari possono essere asset le azioni, le obbligazioni, le quote di fondi, le valute, le materie prime o le criptovalute. Il termine “asset class” indica invece una famiglia di strumenti con caratteristiche simili, per esempio azioni, obbligazioni o liquidità.

Azione

Un’azione rappresenta una quota del capitale di una società. Chi possiede azioni è azionista e partecipa, in misura proporzionale, al valore economico dell’impresa. Il prezzo può salire o scendere in base a risultati aziendali, aspettative, tassi, settore e condizioni generali del mercato. Alcune società distribuiscono anche dividendi.

Obbligazione / Bond

Un’obbligazione è un titolo di debito: chi la acquista presta denaro all’emittente, che può essere uno Stato o un’impresa. In cambio, l’investitore può ricevere interessi e il rimborso del capitale alla scadenza. Il prezzo delle obbligazioni può variare anche prima della scadenza, soprattutto quando cambiano i tassi di interesse o la percezione del rischio dell’emittente.

ETF

Un ETF (Exchange Traded Fund) è un fondo negoziato in Borsa come un’azione. Molti ETF hanno l’obiettivo di replicare un indice o un paniere di strumenti e consentono di ottenere esposizione a più titoli con una singola operazione. È importante distinguere il prezzo dell’ETF dal suo valore patrimoniale e verificare costi, indice replicato, metodo di replica e rischio valutario.

Indice

Un indice di Borsa misura l’andamento di un insieme di strumenti secondo regole definite. Il FTSE MIB, per esempio, rappresenta un paniere di grandi società quotate sul mercato italiano. Un indice non è normalmente acquistabile direttamente: si può ottenere esposizione tramite strumenti che lo replicano, come alcuni ETF o derivati.

Benchmark

Il benchmark è un riferimento usato per confrontare il risultato di un investimento o di un portafoglio. Può essere un indice azionario, obbligazionario o un altro parametro. Se un fondo dichiara di seguire o battere un benchmark, il confronto ha senso solo se rischio, valuta e orizzonte temporale sono coerenti.

Prezzi, ordini e mercato

Bid e Ask

Bid è il miglior prezzo al quale il mercato è disposto ad acquistare; ask è il miglior prezzo al quale è disposto a vendere. La differenza tra i due è lo spread bid/ask. In mercati molto liquidi la distanza tende spesso a essere più contenuta; in strumenti poco scambiati o in fasi di forte volatilità può allargarsi.

Spread

La parola spread indica una differenza. Nel trading è spesso la differenza tra prezzo bid e ask. Nei titoli di Stato può invece indicare la differenza di rendimento tra due obbligazioni di riferimento, come nel noto confronto tra BTP e Bund. Il significato va quindi sempre letto nel contesto.

Liquidità

La liquidità descrive quanto facilmente un asset può essere acquistato o venduto senza modificare sensibilmente il prezzo. Un mercato con molti ordini e molti partecipanti tende a essere più liquido. Una bassa liquidità può significare spread più ampi e maggiore difficoltà nell’eseguire grandi ordini al prezzo desiderato.

Volatilità

La volatilità misura quanto e quanto rapidamente il prezzo di un asset tende a oscillare. Una volatilità elevata non significa necessariamente che il prezzo scenderà, ma indica movimenti più ampi e quindi maggiore incertezza. È diversa dal rischio complessivo, anche se spesso ne costituisce una componente importante.

Ordine a mercato

Un ordine a mercato richiede di comprare o vendere al miglior prezzo disponibile in quel momento. Privilegia la probabilità di esecuzione, non il prezzo preciso. In mercati veloci o poco liquidi il prezzo effettivo può essere diverso da quello visualizzato al momento dell’invio.

Ordine limite

Un ordine limite stabilisce il prezzo massimo che si è disposti a pagare per acquistare o il prezzo minimo che si accetta per vendere. Offre maggiore controllo sul prezzo, ma non garantisce che l’ordine venga eseguito.

Rischio, rendimento e portafoglio

Rendimento

Il rendimento esprime il risultato economico di un investimento rispetto al capitale impiegato. Può derivare dall’aumento o diminuzione del prezzo, da dividendi, cedole o altri flussi. Per confrontare rendimenti diversi è necessario considerare periodo, costi, tasse e rischio assunto.

Dividendo

Il dividendo è una distribuzione di valore agli azionisti decisa dalla società. Non è garantito: può essere aumentato, ridotto o sospeso. Il dividend yield mette in rapporto il dividendo annuo con il prezzo dell’azione, ma un rendimento molto alto può riflettere anche un forte calo del prezzo.

Capital gain e capital loss

Il capital gain è la plusvalenza realizzata quando un asset viene venduto a un prezzo superiore al costo fiscalmente rilevante; la capital loss è la minusvalenza. Il trattamento fiscale dipende dallo strumento, dal regime fiscale e dalla normativa applicabile.

Diversificazione

La diversificazione consiste nel distribuire il capitale tra strumenti, emittenti, settori o aree geografiche differenti. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da un singolo rischio. Non elimina le perdite e non protegge automaticamente nelle fasi in cui molti mercati scendono insieme.

Correlazione

La correlazione descrive quanto due asset tendono a muoversi nella stessa direzione. Una correlazione positiva indica movimenti simili, una negativa movimenti opposti. La correlazione può cambiare nel tempo, soprattutto durante le fasi di stress dei mercati.

Drawdown

Il drawdown misura la perdita da un massimo precedente a un minimo successivo prima di un eventuale recupero. Se un portafoglio passa da 10.000 a 8.000 euro, il drawdown è del 20%. È utile perché mostra quanto può essere dolorosa una fase negativa anche quando il rendimento di lungo periodo appare positivo.

Leva, margine e derivati

Leva finanziaria

La leva finanziaria permette di ottenere un’esposizione superiore al capitale effettivamente impiegato. Una leva x5 significa, in termini semplificati, che 1.000 euro di capitale controllano una posizione da 5.000 euro. Amplifica proporzionalmente sia i guadagni sia le perdite ed è quindi uno dei concetti di rischio più importanti da comprendere.

Margine

Il margine è il capitale richiesto per aprire o mantenere una posizione con leva. Non è il valore completo dell’operazione, ma una garanzia. Se il mercato si muove contro la posizione e il capitale disponibile diventa insufficiente, la piattaforma può richiedere ulteriori fondi o chiudere posizioni secondo le proprie regole.

CFD

Un CFD (Contract for Difference) è un derivato in cui il risultato economico dipende dalla variazione di prezzo di un sottostante tra apertura e chiusura della posizione. Non implica necessariamente il possesso diretto dell’asset. Può consentire leva e vendita allo scoperto, ma comporta rischi elevati e costi specifici come spread e finanziamento overnight.

Long e Short

Essere long significa assumere una posizione che beneficia, in generale, di un aumento del prezzo. Essere short significa cercare di beneficiare di un calo. La vendita allo scoperto e i derivati possono introdurre rischi diversi rispetto all’acquisto tradizionale di un asset.

Stop loss

Uno stop loss è un ordine o una condizione che mira a chiudere una posizione quando il prezzo raggiunge un livello prestabilito. Serve a limitare una perdita potenziale, ma in presenza di gap o forte volatilità il prezzo effettivo di esecuzione può essere peggiore del livello indicato.

Take profit

Il take profit indica un livello al quale una posizione viene chiusa per cristallizzare un guadagno secondo una regola prestabilita. Come ogni ordine automatico, dipende dalle modalità di esecuzione della piattaforma e dalle condizioni di mercato.

Obbligazioni e tassi

Cedola

La cedola è l’interesse periodico previsto da molte obbligazioni. Il tasso cedolare non coincide necessariamente con il rendimento effettivo: se il titolo viene acquistato sopra o sotto la pari, il rendimento a scadenza può essere diverso.

Rendimento a scadenza

Il rendimento a scadenza (Yield to Maturity, YTM) è una stima del rendimento complessivo di un’obbligazione mantenuta fino alla scadenza, assumendo il pagamento dei flussi previsti e determinate ipotesi di reinvestimento. Tiene conto sia delle cedole sia della differenza tra prezzo di acquisto e rimborso.

Duration

La duration è una misura usata nel mercato obbligazionario per descrivere la sensibilità del prezzo ai movimenti dei tassi di interesse. In generale, a parità di altre condizioni, una duration più alta implica una maggiore sensibilità del prezzo alle variazioni dei tassi.

Tassi di interesse

I tassi di interesse rappresentano il costo del denaro. Le decisioni delle banche centrali influenzano credito, obbligazioni, valute e valutazioni azionarie. Quando i tassi cambiano, gli effetti non sono uguali per tutti gli asset e dipendono anche dalle aspettative già incorporate nei prezzi.

Costi e indicatori degli ETF

TER

Il TER (Total Expense Ratio) è un indicatore sintetico dei costi correnti di un fondo o ETF. Viene espresso in percentuale annua e incide sul valore del fondo. Non rappresenta necessariamente tutti i costi sostenuti dall’investitore: possono esistere commissioni di negoziazione, spread o altri oneri.

Tracking error

Il tracking error misura quanto il rendimento di un fondo indicizzato o ETF si discosta nel tempo dal benchmark che intende replicare. Una replica perfetta è difficile perché intervengono costi, fiscalità, ribilanciamenti e modalità tecniche di gestione.

Rischio cambio

Il rischio cambio nasce quando l’investimento è espresso in una valuta diversa da quella con cui misuri il tuo patrimonio. Un asset può salire nella propria valuta ma produrre un risultato diverso dopo la conversione. Per esempio, il rendimento in euro di un titolo quotato in dollari dipende sia dal prezzo del titolo sia dal rapporto EUR/USD.

Analisi delle aziende e struttura del mercato

Capitalizzazione di mercato

La capitalizzazione di mercato è il valore complessivo delle azioni di una società quotata, calcolato moltiplicando il prezzo di una singola azione per il numero di azioni in circolazione. Aiuta a distinguere, in modo indicativo, società di dimensioni diverse, ma non coincide con il valore contabile o con il valore dell’intera impresa.

EPS

L’EPS (Earnings Per Share) indica l’utile attribuibile a ciascuna azione. È uno degli indicatori usati per leggere la redditività per azione, ma va interpretato insieme alla qualità degli utili, al numero di azioni e all’andamento nel tempo.

P/E

Il P/E (Price/Earnings) mette in rapporto il prezzo dell’azione con l’utile per azione. Un valore elevato o basso non rende automaticamente un titolo caro o conveniente: settore, crescita attesa, tassi, ciclo economico e qualità degli utili possono cambiare molto l’interpretazione.

ROE

Il ROE (Return on Equity) rapporta l’utile netto al patrimonio netto e misura quanto rendimento contabile l’impresa genera sul capitale proprio. Può essere influenzato dalla leva finanziaria e da componenti straordinarie, quindi non va letto isolatamente.

EBITDA

L’EBITDA è un indicatore del risultato operativo prima di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni. È utile per alcuni confronti operativi, ma non rappresenta il flusso di cassa disponibile né l’utile finale dell’impresa.

IPO

Una IPO (Initial Public Offering) è l’offerta con cui una società porta per la prima volta le proprie azioni su un mercato regolamentato. Il prezzo iniziale nasce dal processo di collocamento e può poi cambiare rapidamente quando iniziano le negoziazioni.

Volume

Il volume indica quante unità di uno strumento sono state negoziate in un certo periodo. Un volume elevato può segnalare maggiore attività, ma non indica da solo la direzione futura del prezzo.

Slippage

Lo slippage è la differenza tra il prezzo atteso di un ordine e quello a cui viene effettivamente eseguito. Può aumentare in mercati veloci, poco liquidi o durante la pubblicazione di notizie rilevanti.

Market maker

Un market maker è un operatore che espone prezzi di acquisto e vendita contribuendo alla liquidità del mercato. Le modalità concrete cambiano in base al mercato e allo strumento; la presenza di un market maker non elimina il rischio di spread o di variazioni di prezzo.

Borsa / Exchange

Una Borsa o exchange è un’infrastruttura organizzata in cui vengono negoziati strumenti secondo regole definite. Va distinta dal broker o intermediario attraverso cui l’investitore invia l’ordine.

ETF e fondi: struttura e replica

ETF a distribuzione

Un ETF a distribuzione paga periodicamente agli investitori i proventi previsti dalla propria politica, per esempio dividendi o interessi incassati dal fondo. Frequenza e importi dipendono dal prodotto e non sono necessariamente costanti.

ETF ad accumulazione

Un ETF ad accumulazione reinveste nel fondo i proventi anziché distribuirli periodicamente all’investitore. Questo meccanismo facilita il reinvestimento automatico, ma non elimina rischi, costi o aspetti fiscali.

Replica fisica

Nella replica fisica l’ETF acquista tutti o una parte rappresentativa dei titoli dell’indice. La replica può essere completa o ottimizzata a seconda delle caratteristiche del benchmark.

Replica sintetica

Nella replica sintetica l’ETF utilizza contratti derivati, spesso swap, per ottenere la performance del benchmark. Introduce caratteristiche e rischi specifici, tra cui il rischio di controparte entro i limiti previsti dalla struttura del fondo.

Currency hedged

La dicitura currency hedged indica una strategia che mira a ridurre l’impatto delle variazioni valutarie rispetto a una valuta di riferimento. La copertura ha costi, può non essere perfetta e non elimina gli altri rischi dell’investimento.

AUM

L’AUM (Assets Under Management) indica il patrimonio gestito da un fondo o da un gestore. È una misura delle dimensioni, non della qualità né del rendimento futuro.

Tracking difference

La tracking difference è la differenza effettiva di rendimento tra un fondo indicizzato e il suo benchmark in un determinato periodo. È distinta dal tracking error, che misura la variabilità di questo scostamento nel tempo.

Credito, obbligazioni e macroeconomia

Rating

Il rating di credito è una valutazione del merito creditizio di un emittente o di una specifica emissione. È un’opinione espressa secondo la metodologia dell’agenzia che la produce e può essere modificata nel tempo.

Default

Si parla di default quando un debitore non rispetta determinati obblighi finanziari previsti dal contratto, per esempio un pagamento dovuto. Le conseguenze dipendono dal tipo di strumento e dalle condizioni dell’emissione.

Rischio di credito

Il rischio di credito è il rischio che un debitore non adempia pienamente ai propri obblighi o che il mercato percepisca un peggioramento della sua solidità. Può incidere sia sui pagamenti attesi sia sul prezzo di mercato di un’obbligazione.

Curva dei rendimenti

La curva dei rendimenti mette in relazione i rendimenti di titoli comparabili con scadenze diverse. La sua forma può riflettere aspettative su tassi, inflazione e ciclo economico, ma non offre da sola una previsione certa.

Inflazione

L’inflazione misura l’aumento generalizzato dei prezzi nel tempo e riduce il potere d’acquisto della moneta. Può influire su tassi, obbligazioni, margini aziendali e valutazioni di molti asset.

Banca centrale

Una banca centrale conduce la politica monetaria nell’ambito del proprio mandato e utilizza strumenti come tassi ufficiali e operazioni di mercato. Le sue decisioni possono influenzare costo del credito, valute, obbligazioni e condizioni finanziarie.

BCE

La Banca Centrale Europea (BCE) è la banca centrale dell’area dell’euro. Le sue decisioni di politica monetaria influenzano i tassi di riferimento e, attraverso diversi canali, le condizioni finanziarie dell’Eurozona.

Federal Reserve (Fed)

La Federal Reserve è la banca centrale degli Stati Uniti. Le sue decisioni sui tassi e sulla liquidità possono avere effetti sui mercati statunitensi e internazionali, compreso il mercato valutario.

Valute e derivati

Forex

Il Forex è il mercato in cui vengono scambiate valute, normalmente espresse in coppie come EUR/USD. Le variazioni riflettono molti fattori, tra cui tassi, inflazione, flussi commerciali e aspettative economiche.

Future

Un future è un contratto derivato standardizzato con cui le parti assumono un impegno legato a un’attività sottostante e a una data futura. Viene negoziato su mercati organizzati e può richiedere margini.

Opzione

Un’opzione attribuisce all’acquirente un diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere un sottostante a condizioni definite entro o a una certa data. Per questo diritto viene normalmente pagato un premio.

Call e Put

Una call attribuisce il diritto di acquistare il sottostante alle condizioni previste; una put attribuisce il diritto di venderlo. Il rischio e il profilo economico cambiano molto tra chi compra e chi vende l’opzione.

Open interest

L’open interest indica il numero di contratti derivati ancora aperti e non chiusi o scaduti. È diverso dal volume, che misura quanti contratti sono stati scambiati in un periodo.

Pianificazione e documenti

Interesse composto

L’interesse composto descrive il meccanismo per cui i rendimenti reinvestiti possono a loro volta generare rendimenti. Funziona anche al contrario: costi ricorrenti e perdite possono produrre effetti cumulativi nel tempo.

PAC / DCA

Un PAC investe importi a intervalli regolari; il termine DCA (Dollar Cost Averaging) descrive una logica simile di acquisti periodici. Riduce il problema di scegliere un unico momento d’ingresso, ma non garantisce un rendimento positivo né protegge da mercati in calo.

KID

Il KID (Key Information Document) è un documento sintetico previsto per determinati prodotti d’investimento destinati ai clienti al dettaglio. Riassume caratteristiche, rischi, scenari e costi secondo uno schema standardizzato e va letto prima di assumere una decisione sul prodotto.

KYC

KYC (Know Your Customer) indica l’insieme delle procedure con cui un intermediario identifica il cliente e raccoglie le informazioni richieste dalla normativa applicabile. Non è una valutazione della bontà di un investimento.

Fonti di riferimento

Per le definizioni e gli approfondimenti usiamo, quando disponibili, fonti istituzionali e ufficiali come Borsa Italiana, CONSOB, ESMA e documentazione dei singoli intermediari. Tra le fonti iniziali: ETF – Borsa Italiana, Effetto leva – Borsa Italiana, Terminologia CFD – eToro.